La Gente Mormorano – Sit down comedy cabaret
Piero Massimo Macchini torna sul palco dando vita ad una nuova forma di comicità. Del resto l’artista ha perso il conto delle sfaccettature della propria identità comica ed è pronto a condividere con il pubblico l’ennesima. Non troppo tempo fa, per definire uno spettacolo comico, si utilizzava il termine cabaret. Oggi si usa stand up comedy un po’ per tutto, tanto vale provare allora a trovare una nuova definizione.
Perché sit down anziché stand up? Prima di tutto perché, per scelta del regista Gabriele Claretti, Macchini si metterà seduto. Non solo esigenza scenica ma anche anagrafica: Macchini è invecchiato, non riesce più a stare in piedi per un’ora e mezza.
Macchini poi afferma di voler essere dolce, poetico, pieno di amore, educato, moderato, parco, per contrapporsi ad un mondo sempre più cattivo, cinico, volgare, arrabbiato e violento. Sarà sarcastico. Chissà.
La gente mormorano di sicuro è lo spettacolo di un comico che mentre fa comicità riflette anche sul modo di fare comicità.
Macchini vuole rallentare, intende portare in scena la comedy dei paesetti di provincia, quelli in cui “le anziane fanno il tombolo davanti a casa e gli anziani contano i cani randagi” Macchini intende anche riscoprire il valore della lentezza, quella che oggi tutti chiamano mindfulness. Lui, nato prima degli anni 80, la conosce bene la mindfulness. E la spiega: “è quando aspettavamo mezz’ora l’amico con il pallone per cominciare la partitella o quando fissavamo le lucciole davanti alla fratta di casa, di notte, e provavamo a contarle.
Tra i diversi temi che Macchini sviscererà con il suo stile unico, che mischia visual e parlato, anche qualcosa di lontano da lui: la Filosofa. Con la modestia che lo contraddistingue Macchini rivela: “la filosofia è la ricerca della verità in greco, i filosofi da 3000 anni la stanno cercando la verità e dicono di non averla ancora trovata. Io invece ci ho messo 5 minuti a trovarla e se pagate il biglietto ve la svelerò”. Ma una verità è sicura a volte la cosa più semplice è quella più chiara di tutti … filosoficamente parlando.
Di Piero Massimo Macchini, Matteo Berdini e Vittorio Lattanzi
Con Piero Massimo Macchini
Regia Gabriele Claretti
Costumi Piero Massimo Macchini
Scenografia Giacomo Pompei
Occhio esterno Domenico Lannutti


