Love Letters
Love Letters lavora su una selezione delle Lettere dal carcere di Antonio Gramsci, scritte tra il 1926 e il 1937. Corpo fragile, pensiero potente: Antonio Gramsci seppe radunare attorno a sé il cuore del discorso politico europeo del primo Novecento, incarnando la dissidenza contro la tirannia. Cosa rimane oggi della sua figura, se la dimensione umana è rimossa, ignorata? Il punto di partenza per riscoprirla sono le Lettere dal carcere: qui emerge il Gramsci più intimo, quello che vive e sente, oltre al politico e intellettuale. Condannato a oltre vent’anni da un giudice fascista, Gramsci è prigioniero ma non spento. Attraverso le sue lettere scopriamo una trama di affetti e resistenza: fringuelli, lucertole, piante, le voci dei figli e della madre. E quella di Giulia. Nel suo amore quotidiano, rivela uno spirito costante, femminista ed ecologista. Una dimensione umana che va oltre l’icona e riscalda ancora oggi.
Di Pietro Piva
Con Meri Bracalente
Scritture di scena Pietro Piva e Meri Bracalente
Regia, oggetti di scena, luci Pietro Piva
Con il sostegno di Teatro Giovani Teatro Pirata, Comune di Jesi, NotteNera

